PONENTE LIGURE : RIVIERA DEI FIORI

Non senza motivo l’ultimo tratto del Ponente ligure si chiama “Riviera dei Fiori”. Oltre che patria storica della floricoltura, questa parte del territorio è anche sede naturale di alcune specie che hanno trovato nelle sue valli le condizioni per manifestarsi al massimo della loro bellezza. La mimosa, simbolo della festa della donna, ben prima dell’otto marzo, nel pieno inverno, annuncia la Riviera per chi viene da nord.

entroterra imperiese

La ginestra appena dopo, a marzo, completa, con la sua esuberante esplosione, ciò che la mimosa aveva fatto presagire. Il ranuncolo, da fiorellino di campo e di fossi, è diventato, sotto le mani di ibridatori geniali, grande come una peonia, ricco come una rosa. Anche i fiori di pesco hanno beneficiato di sapienti selezioni per esprimere al meglio la gioia del proprio colore.

La lavanda, coltivazione storica dell’estremo ponente, non può competere: la Provenza ha vinto su tutti i fronti, con oli essenziali che fanno presagire flaconcini preziosi. Ma anche qui la terra tornerà all’antico profumo della spiga violetta e delle altre piante aromatiche autoctone: alcuni giovani hanno rimesso in funzione gli alambicchi e, riprendendo tradizioni di famiglia, lavorano gli oli essenziali e l’olio di oliva per creare prodotti naturali per la cosmesi.

lavanda

La grande era degli artigiani ha lasciato pochi eredi nelle valli del ponente ligure. Pochi ma buoni, si potrebbe dire. Il grande artigianato qui è stato quello della pietra, che ha prodotto i capolavori dei villaggi di montagna, lasciando alcune migliaia di chilometri di muretti a secco, vero fattore costruttivo del paesaggio ponentino. Ma espressione di eccellenza fu la lavora-zione della pietra ornamentale testimoniata dai decori dei portali e da bassorilievi. L’ardesia, che si estrae da secoli in Valle Argentina, ha utilizzi molteplici.

valle argentina

Già conosciuta in epoca romana, raggiunse l’apogeo tra Medioevo e Rinascimento, quando divenne elemento centrale dell’arredo urbano nei paesi della Valle Argentina e della Valle Arroscia. Con questa pietra si producono i tavoli da biliardo esportati in tempi più recenti negli USA, ma anche le coperture dei tetti, le scale, le mensole, i caminetti e i balconi di tante case dell’entroterra imperiese. Il segreto dell’ardesia locale consiste nella facilità di lavorazione, associata alla classica resistenza e impermeabilità.

floricoltura

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